Eccellenza e mediocrità

Ti sei mai chiesto quale sia quello che contraddistingue l’eccellente dal mediocre?

La maggior parte delle persone usa i soldi, quindi il benessere e la ricchezza economica, per misurare le persone, definendo i benestanti come eccellenti e i sofferenti come mediocri. Se in parte è vero, perché la ricchezza economica è la conseguenza della capacità di sfruttare il Sistema, è anche vero che ci sono persone molto superiori agli economicamente ricchi, che non hanno soldi. Queste persone sono i filosofi, e non hanno soldi perché non sono interessate ai soldi.

Ho sentito dire, da molti, cose come “con la filosofia non ci si fa la spesa e non ci si paga l’affitto”. A queste persone raccomando l’Aneddoto dei frantoi di Talete e rispondo anche “E’ vero. Con la filosofia si comanda il mondo!” Infatti, i padroni del mondo sono filosofi, che non sono le persone più economicamente benestanti, anzi sono fra i meno benestanti.

La gente crede, perché gli è stato fatto credere, che gli uomini al comando, i super potenti, siano i super ricchi. Non è così. Gli uomini in cima alla piramide gerarchica del mondo, non sono i più ricchi, anzi, sono persone che hanno pochissimo, rispetto al patrimonio dei super ricchi, di quelli cioè che la gente crede siano i padroni del mondo.

I padroni del mondo sono cinque uomini, a cui non interessa nulla dell’arricchimento economico, uomini a cui interessa, ed è sempre interessato, l’arricchimento spirituale, cioè la conoscenza e la preparazione.

I filosofi sono quelle persone che si interrogano sulla vita, e i migliori sono quelli che arrivano a delle risposte che permettono all’umanità di progredire.

Il progresso dell’umanità è la conseguenza dell’ingegno di alcuni uomini, pensatori, e del loro impegno a migliorare sempre di più le proprie condizioni di vita, quindi di prosperare.

Il miglioramento delle condizioni di vita dell’umanità è la conseguenza dell’interesse di molti uomini a prosperare, e del loro interesse verso l’arricchimento spirituale, più che verso l’arricchimento economico.

Sono concetti opposti a quelli a cui la gente è stata indotta a credere, perché la gente non doveva diventare ricca, doveva lavorare. La gente non doveva prosperare, doveva semplicemente sopravvivere.

L’interesse a prosperare è quella cosa che contraddistingue maggiormente la vita degli uomini da quella degli animali. Il concetto filosofico di prosperità appena detto, è una delle tante cose ignorate dalla gente, dalla massa, forse il concetto più ignorato, perché, appunto, le masse non dovevano penare a prosperare.

Il Matrix, cioè la programmazione della mente a vivere come animali, quindi contro la natura umana, di cui sono state vittime le masse, per secoli, è la conseguenza della menzogna, cioè dell’aver accettato menzogne come verità, su tutto quello che riguarda la vita, in particolare su tutto quello su cui dovevamo essere preparati, per procurarci le cose che servono all’uomo per stare bene.

Per mezzo della menzogna, siamo stati incastrati in un mondo artificiale, cioè un mondo in cui non si vive secondo i concetti e i principi naturali della vita dell’uomo, in cui si esiste nell’interesse di altri, più che nel proprio, come schiavi.

La chiamano schiavitù moderna, ed è la condizione in cui vivono miliardi di persone in tutto il mondo, una condizione dalla quale si può uscire, per mezzo della verità.

“Solo la verità vi renderà liberi!” – Gesù agli apostoli

Ma qual’è la verità? La verità è quella su come funziona il mondo, cioè la verità sui concetti e principi che regolamentano la vita dell’uomo sulla Terra, che sono concetti e principi a cui sono arrivati gli uomini, anzi i filosofi, nel corso dei secoli.

La verità in questione è quella che porta l’uomo a vivere alla massima espressione, cioè a sfruttare al massimo il potenziale umano, per dare il meglio di sé nel mondo, così da poter ottenere il meglio in cambio dalla vita.

Nel concetto di vita alla massima espressione c’è il concetto di reciprocità, che è un concetto basato sugli scambi, che è il seguente: l’uomo deve darsi da fare per procurarsi le cose che gli servono per stare bene, creando al contempo le condizioni affinché anche altri possano fare altrettanto.

Tutto quello che facciamo, dalla mattina quando ci svegliamo, alla sera quando ci addormentiamo, è interagire e scambiare. Interagendo e scambiano, produciamo. La vita è una questione di scambi, e chi più valore scambia, meglio sta a più contribuisce al benessere, alla crescita e allo sviluppo della società in cui vive. Quando sono molti gli uomini che contribuiscono in tal senso, allora l’umanità progredisce.

Questi sono i concetti filosofici di base della vita dell’uomo, che mettono, coloro che li conoscono e li sanno mettere in pratica, in condizione di farsi una vita degna di chiamarsi tale, cioè sotto l’insegna della libertà e della prosperità.

La libertà e la prosperità, o meglio il grado di libertà di cui si può godere e il livello di prosperità individuale, non sono diritti, sono la conseguenza del nostro far fronte a degli obblighi, morali, che sono quelli conseguenti ai concetti sopra esposti, cioè quelli che portano l’uomo ad interessarsi a prosperare e contribuire allo sviluppo e al progresso sociale.

Il sistema istituzionale è creato e gestito in modo tale da premiare gli estimatori della vita alla massima espressione, con un livello sempre maggiore di libertà e di benessere, e a punire tutti quelli che, invece, sono disinteressati in questo senso.

Il segreto dei benestanti è l’essere capaci di vivere alla massima espressione, il che è una cosa filosofica, prima di tutto, prima ancora che tecnica.

L’errore madornale che la maggior parte delle persone commette, perché indotta a commetterlo, è quello di credere che il benessere sia una questione di tecnica e di interesse al soldo.

Regola numero uno dei milionari benestanti: Non pensare ai soldi!

Non si diventa milionari benestanti pensando ad accumulare soldi, ma pensando a contribuire parecchio alla società.

Siamo nel 21° secolo, il secolo della globalizzazione. In questa era, la società in cui viviamo si chiama mondo, il che significa che pensare a contribuire alla società, significa pensare a contribuire al mondo.

I dati sulla distribuzione della ricchezza spiegano, in soldoni, che il 10% della popolazione mondiale possiede il 90% della ricchezza totale della Terra, mentre il 90% deve accontentarsi del misero 10%, cioè delle briciole. Come topi, le masse, che sono i mediocri, si azzuffano l’uno con l’altro per le briciole di un immensa ricchezza che si godono in pochissimi, gli eccellenti, cioè quelli che sanno vivere alla massima espressione, di conseguenza a un gran livello di preparazione su come funziona il mondo, cioè sul Sistema, quindi di conseguenza al fatto che sono super ricchi a livello spirituale.

Il tuo problema, caro il mio topino e schiavo, è la povertà spirituale, ancora prima della povertà economica.

Vuoi uscire dal mondo artificiale, quello in cui le masse sono costrette a “vivere” come topi e come schiavi? Devi imparare il Sistema, ed io sono l’unico, fra i pochi esperti di Sistema al mondo, che è disponibile ad insegnartelo. Sono l’unico che parla italiano, il che significa che se parli solo italiano, sono l’unica tua speranza di salvezza da qualcosa di molto brutto che sta per accadere, secondo i piani per il Grande Reset.

Il Grande Reset è un piano coordinato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), attraverso il quale si punta a ripristinare gli equilibri fra produttività e consumi, equilibri di fondamentale importanza alla vita dell’uomo sulla Terra.

Il Grande Reset, di cui fanno parte il Nuovo Ordine Mondiale e l’Agenda 21, sono il problema del secolo, un problema di cui la maggior parte delle persone non sa nulla, vuoi perché le cose che vengono dette sono cazzate inventate da cazzari ignoranti in materia, vuoi perché le verità divulgate dalle voci autorevoli, sono molto approssimative o non sufficientemente chiare.

Conosco il dettagli del piano del Grande Reset, così come del Nuovo Ordine Mondiale e dell’Agenda 21, perché ho lavorato per quasi quindici anni nelle organizzazioni in cui questi piani vengono gestiti e coordinati, il che significa che sono e sono l’unica fonte di informazioni attendibile, fra tutte le “voci” là fuori, che ripeto, sono “voci” di persone che ne sanno poco o nulla.

Si risolve il problema Grande Reset diventando degli eccellenti, cioè degli individui capaci di contribuire parecchio al progresso dell’umanità.

Lo ripeto… la soluzione al problema Grande Reset, quindi alla schiavitù e alla perdita di tutto (patrimonio, beni, aziende e anche diritti – la fine del topo), consiste nel diventare artisti della vita alla massima espressione, qualcosa che si diventa apprendendo il Sistema.

La cosa su cui ti devi concentrare non è salvarti da fare la fine del topo, ma diventare un eccellente. Il tuo obiettivo non deve essere diventare un milionario, ma diventare libero.

La risposta a tutto questo sta nella filosofia. Devi diventare un filosofo.

“Se vuoi essere libero, devi diventare schiavo della filosofia” – Lucio Anneo Seneca

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